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Podcast title Favole della buonanotte per manager
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Description Dagli autori di Buzzword - diamo voce ai contenuti, il podcast nel quale la morale delle favole classiche viene reinterpretata in ottica business. Il podcast della buonanotte da ascoltare rigorosamente prima di andare di dormire. $ogni d'oro.
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Category Business
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Episodes

1. Il cane con la carne in bocca
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Description: Un cane attraversava un fiume con un pezzo di carne in bocca. Vide la propria immagine riflessa nell’acqua, credette che si trattasse di un’altra cagna con un pezzo di carne più grosso, e, lasciando andare il suo, balzò giù per afferrare quello dell’altra. Ecco come fu che rimase senza l’uno e senza l’altro: all’uno non ci arrivò perché non c’era; all’altro perché esso fu portato via dalla corrente. Questa è una favola adatta per un uomo avido.

2. Il topo di campagna e il topo di città
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Description: C’era una volta un topino che viveva in città, e che un giorno decise di fare una gita in campagna.
Era stufo della vita frenetica che faceva ogni giorno e voleva rilassarsi un po’ tra i prati verdi e all’ombra di qualche grande albero.
Mentre riposava tranquillo, passò di lì un topino di campagna.
– Buongiorno – gli disse il topino di campagna.
– Buongiorno a te! – rispose il topino di città. – Sei di queste parti?
– Certamente, abito con la mia famiglia un po’ più in là, vicino a quel boschetto.
– Come ti invidio… – gli disse il topino di città – tu stai qui tranquillo e sereno senza preoccupazioni, io invece devo correre tutto il giorno di qua e di là per non farmi prendere!
– Ma scusa, tu da dove vieni? – chiese incuriosito il topino di campagna.
– Vengo dalla città.
– Ma allora sei tu quello fortunato! Lì in città avete tutte le comodità del mondo e anche cibo in abbondanza! Qui ci sono periodi in cui si fa la fame…
– Guarda amico mio, ti propongo uno scambio. Io vengo a vivere qui in campagna e tu vai a vivere da me in città, ci stai?
– Va bene, ci sto! – rispose tutto contento il topino di campagna.
E così i due si avviarono alle rispettive nuove case.
Al topino di città non sembrava vero di poter finalmente stare tranquillo per un po’, senza dover correre dalla mattina alla sera. Per il topino di campagna, il solo pensiero di avere una dispensa piena di cibo, da poter usare a proprio piacimento, era più di un sogno che si realizzava.
Il topino di città, all’inizio, trovava anche divertente il dover andare a caccia ogni giorno di un piccolo pezzo di formaggio o il doversi ingegnare su come raccattare una briciola di pane. In città aveva messo su grasso in abbondanza e aveva un po’ di pancetta da smaltire.
Invece il topino di campagna, finalmente, non doveva più preoccuparsi di dover ogni giorno trovare un modo per riempirsi la pancia: bastava entrare in cucina e servirsi. L’unico inconveniente era il dover stare attento al padrone di casa, a sua moglie, ai due figli e ai tre terribili gatti che in ogni momento cercavano di fargli la pelle.
I giorni e le settimane passavano. Dopo un mese, il topino di città iniziò a rimpiangere le grandi abbuffate che faceva a tutte le ore del giorno. Adesso era già tanto se raggranellava qualche pezzettino di pane raffermo o una fetta di formaggio ammuffita.
Il topino di campagna, invece, non ne poteva più di rischiare la vita ogni volta che entrava in cucina per rubare un pezzettino di formaggio: il batticuore e la paura erano troppo per lui.
Così decisero entrambi di ritornare indietro da dove erano venuti e si incontrarono a metà strada.
– Ciao amico topo di campagna!
– Ciao amico topo di città!
I due si abbracciarono, e si ringraziarono per le esperienze che avevano potuto fare scambiandosi la casa. Soprattutto, avevano imparato ad apprezzare ciò che possedevano e che era inutile essere invidiosi l’uno dell’altro. Giurarono solennemente che sarebbero rimasti per sempre amici e ciascuno, felice, corse veloce a casa sua.

3. Il lupo e l'airone
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Description: Un lupo aveva ingoiato un osso e andava attorno per trovare qualcuno che lo liberasse. S’imbattè in un airone, e lo pregò di estrargli l’osso dietro compenso. Quello cacciò la testa nella gola del lupo, tirò fuori l’osso e poi reclamò l’onorario pattuito. Ma il lupo gli disse: "Caro mio, non sei contento d’aver tirato fuori intera la testa dalla bocca del lupo? E osi ancora chiedere un compenso?". La favola mostra che il più gran compenso che si possa ottenere dai servizi resi a un malvagio è quello di non essere ricambiato con un sopruso.

4. Il ragazzo e la fortuna
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Description: Un ragazzo, tornando a casa da scuola, decise di fermarsi un attimo a riposare; non trovando nient’altro su cui sdraiarsi, si mise a dormire sull’orlo di un pozzo.
Fortunatamente per lui, stava passando da quelle parti la Fortuna, che lo svegliò con una carezza e gli disse: “Caro, spostati da lì, che rischi di cadere! E ricordati che io non ti sarà sempre vicina: se tu cadi, la colpa non è mia, ma della tua imprudenza”.

5. Il gallo e la perla
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Description: C’era una volta un gallo che stava setacciando il pollaio in cerca di qualcosa da mangiare. Ad un certo punto, becchettando qua e là, trova una perla: “Una perla! Se solo ti avesse trovato un uomo che ama le cose preziose, ti avrebbe raccolto e lucidato; ma io, avrei preferito un chicco di grano e non so proprio cosa farmene di una perla”.
E così, il gallo abbandonò la perla tra la polvere e continuò a razzolare.

6. Il lupo bianco e il lupo nero
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Description: Una vecchia leggenda Cherokee racconta che un giorno il capo di un grande villaggio decise che era arrivato il momento di insegnare al nipote preferito cosa fosse la vita. Lo portò nella foresta e lo fece sedere ai piedi di un grande albero e gli spiegò:

- Figlio mio, nella mente e nel cuore di ogni essere umano si combatte una lotta incessante. Anche se io sono vecchio capo, guida della nostra gente, che mi considera saggio, quella lotta avviene anche dentro di me. Se non ne conosci l'esistenza, ti spaventerai e non saprai mai quale direzione prendere. Magari, qualche volta nella vita vincerai, ma poi, senza capire perché, all'improvviso ti ritroverai perso, confuso e in preda alla paura, e rischierai di perdere tutto quello che hai faticato tanto a conquistare.

Crederai di fare le scelte giuste per poi scoprire che erano sbagliate. Se non capisci le forze del bene e del male, la vita individuale e quella collettiva, il vero sé e il falso sé, vivrai sempre in grande tumulto.

È come se ci fossero due grandi lupi che vivono dentro di ognuno: uno bianco, l'altro nero.

Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo. Vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario, e quando deve proteggere sé stesso e la sua famiglia. Anche in questo caso lo fa nel modo giusto. Sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.

Ma c'è anche un lupo nero che vive in ognuno, ed è molto diverso. E rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano eccessi di rabbia. Litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma la sua è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, e li trova facilmente. Non si fida di nessuno, quindi non ha veri amici.

A volte è difficile vivere con questi due lupi dentro di sé, perché entrambi lottano strenuamente per dominare l'anima.

Il ragazzo chiese ansiosamente:

- Quale dei due lupi vince, nonno?

Con voce ferma, il capo rispose:

- Tutti e due, figlio mio. Se scelgo di nutrire solo il lupo bianco, quello nero mi aspetta al varco per approfittare di qualche momento di squilibrio, o in cui sono troppo impegnato e non riesco ad avere il controllo di tutte le responsabilità. Il lupo nero allora attaccherà il lupo bianco. Sarà sempre arrabbiato e in lotta per ottenere l'attenzione che pretende. Ma se gli presto un po' di attenzione perché capisco la sua natura, se ne riconosco la potente forza e gli faccio sapere che lo rispetto per il suo carattere, e gli chiederò aiuto se la nostra tribù si trovasse mai in gravi problemi, lui sarà felice. Anche il lupo bianco sarà felice. Così entrambi vincono. E tutti noi vinciamo.

Confuso, il ragazzo chiese:

- Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?

Il capo indiano continuò:

- Il lupo nero ha molte importanti qualità di cui posso aver bisogno in certe circostanze. E' temerario, determinato e non cede mai. E' intelligente, astuto e capace di pensieri e strategie tortuose. Sono caratteristiche importanti in tempo di guerra. Ha sensi molto acuti e affinati che soltanto chi guarda con gli occhi delle tenebre può valorizzare. Nel caso di un attacco, può essere il nostro miglior alleato.

Il capo Cherokee tirò fuori due pezzi di carne dalla sacca e li gettò a terra: uno a sinistra e uno a destra. Li indicò, poi disse:

- Qui alla mia sinistra c'è il cibo per il lupo bianco, e alla mia destra il cibo per il lupo nero. Se scelgo di nutrirli entrambi, non lotteranno mai per attirare la mia attenzione e potrò usare ognuno dei due nel modo che mi è necessario. E, dal momento che non ci sarà guerra tra i due, potrò ascoltare la voce della mia coscienza più profonda, scegliendo quale dei due potrà aiutarmi meglio in ogni circostanza.

Se capisci che ci sono due grandi forze dentro di te e le consideri con uguale rispetto, saranno entrambi vincenti e convivranno in pace. La pace, figlio mio, è la missione dei Cherokee, il fine ultimo della vita. Un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto. Un uomo che è lacerato dalla guerra che si combatte dentro di lui, è niente.

7. Il lupo e i sette capretti
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Description: C'era una volta una vecchia capra, che aveva sette caprettini, e li amava come una mamma ama i suoi bimbi. Un giorno pensò di andare nel bosco a far provviste per il desinare; li chiamò tutti e sette e disse: "Cari piccini, voglio andar nel bosco; guardatevi dal lupo; se viene, vi mangia tutti in un boccone. Quel furfante spesso si traveste, ma lo riconoscerete subito dalla voce rauca e dalle zampe nere." I caprettini dissero: "Cara mamma, staremo ben attenti, potete andar tranquilla." La vecchia belò e si avviò fiduciosa.

Poco dopo, qualcuno bussò alla porta, gridando: "Aprite, cari piccini; c'è qui la vostra mamma, che vi ha portato un regalo per ciascuno." Ma, dalla voce rauca, i caprettini capirono che era il lupo. "Non apriamo," dissero, "non sei la nostra mamma; la mamma ha una vocina dolce, la tua è rauca; tu sei il lupo." Allora il lupo andò da un bottegaio e comprò un grosso pezzo di creta; lo mangiò e così s'addolci la voce. Poi tornò, bussò alla porta e gridò: "Aprite, cari piccini, c'è la vostra mamma, che vi ha portato un regalo per ciascuno." Ma aveva appoggiato alla finestra la sua zampa nera; i piccini la videro e gridarono: "Non apriamo; la nostra mamma non ha le zampe nere come te: tu sei il lupo." Allora il lupo corse da un fornaio e gli disse: "Mi son fatto male al piede, spalmaci sopra un po' di pasta." E quando il fornaio gli ebbe spalmato la zampa, corse dal mugnaio e gli disse: "Spargimi sulla zampa un po' di farina bianca." Il mugnaio pensò: Il lupo vuole ingannare qualcuno, e rifiutò; ma il lupo disse: "Se non lo fai, ti mangio." Allora il mugnaio ebbe paura e gli imbiancò la zampa. Già, così fanno gli uomini.

Ora il briccone andò per la terza volta all'uscio, bussò e disse: "Apritemi, piccini; la vostra cara mammina è tornata dal bosco e vi ha portato un regalo per ciascuno." I caprettini gridarono: "Prima facci vedere la zampa, perché sappiamo se tu sei la nostra cara mammina." Allora il lupo mise la zampa sulla finestra, e quando essi videro che era bianca credettero tutto vero quel che diceva e aprirono la porta. Ma fu il lupo a entrare. I capretti si spaventarono e cercarono di nascondersi. Il primo saltò sotto il tavolo, il secondo nel letto, il terzo nella stufa, il quarto in cucina, il quinto nell'armadio, il sesto sotto l'acquaio, il settimo nella cassa dell'orologio a pendolo. Ma il lupo li trovò tutti e non fece complimenti: li ingoiò l'un dopo l'altro; ma l'ultimo, dentro la cassa dell'orologio, non lo trovò. Quando si fu cavata la voglia, il lupo se ne andò, si sdraiò sotto un albero sul verde prato e si mise a dormire.

Poco dopo la vecchia capra tornò dal bosco. Ah, cosa le toccò vedere! La porta di casa era spalancata, tavola sedie e panche erano rovesciate, l'acquaio era in pezzi, coperta e cuscini strappati dal letto. Cercò i suoi piccoli, ma non riuscì a trovarli da nessuna parte. Li chiamò per nome, l'uno dopo l'altro, ma nessuno rispose. Finalmente, quando chiamò il più piccolo, una vocina gridò: "Cara mamma, sono nascosto nella cassa dell'orologio." Lo tirò fuori ed egli le raccontò che era venuto il lupo e aveva divorato tutti gli altri. Pensate come pianse per i suoi poveri piccini!

Alla fine uscì tutt'afflitta e il caprettino più piccolo corse fuori con lei. Quando arrivò nel prato, ecco il lupo sdraiato sotto l'albero e notò che nella pancia rigonfia qualcosa si moveva e si dimenava. "Ah, Dio mio," pensò, "che siano ancor vivi i miei poveri piccini, che il lupo ha divorato per cena?" Disse al capretto di correre a casa e di prendere forbici, ago e filo. Poi tagliò la pancia del mostro; e al primo taglio, un capretto mise fuori la testa, poi, via via che tagliava, saltaron fuori tutti e sei ed erano tutti vivi e stavano benone; perché il mostro per ingordigia li aveva ingoiati interi. Che gioia fu quella! Si strinsero alla loro cara mamma e saltellavano contenti come pasque. Ma la vecchia disse: "Andate, ora; e cercate delle pietre da riempir la pancia a questo dannato prima che si desti." Allora i sette caprettini trascinarono in gran fretta le pietre e ne cacciarono in quella pancia quante ne poterono portare. Poi la vecchia la ricucì in un baleno, sicché il lupo non se ne accorse e non si mosse neppure.

Finalmente, quando ebbe fatto una bella dormita, il lupo si alzò, e perché le pietre nello stomaco gli davano una gran sete, volle andare a una fontana. Ma quando cominciò a muoversi, le pietre si misero a cozzare nella pancia con gran fracasso. Allora gridò:
"Romba e rimbomba
Nella mia pancia credevo fossero
Sei caprettini, sono pietroni
Belli e buoni."

E quando arrivò alla fontana e si chinò sull'acqua per bere, il peso delle pietre lo tirò giù, e gli toccò miseramente affogare. A quella vista i sette capretti vennero di corsa, gridando: "Il lupo è morto! il lupo è morto!" E con la loro mamma ballarono di gioia intorno alla fontana.

8. I viandanti e il platano
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Description: Un giorno d'estate, quando il sole era alto, due viandanti accaldati e stanchi videro un platano
e si sdraiarono alla sua ombra per riposare. Poi, levato lo sguardo verso il platano, presero a dire che quell'albero così sterileera inutile agli uomini.
Ma l'albero rispose: "Ingrati! Mi accusate di essere sterile e inutile, mentre ancora state godendo dei miei benefici"

9. L'astronomo
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Description: Un astronomo aveva l'abitudine di uscire tutte le sere a studiare le stelle.
Una notte che s'aggirava nella campagna con tutta la mente rivolta al cielo, cascò in un pozzo.
Mentre si lamentava e gridava, un passante gli si avvicinò.
Saputo cos'era capitato, gli disse: "Mio caro, tu cerchi di sapere quello che c'è nel cielo e intanto non vedi quello che c'è sulla terra"

10. La gallina dalle uova d'oro
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Description: Un tale aveva una gallina che faceva le uova d'oro e pensava che dovesse avere molto oro nelle viscere. Allora, per averlo tutto, decise di ucciderla, ma dovette constatare che all'interno era fatta come tutte le altre.
Così, per la speranza di trovare la ricchezza tutta in una volta, si privò anche del modesto ma sicuro provento.

11. Due capre
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Description: Due capre, mentre saltellavano allegramente tra le montagne, si incontrarono ai due lati di un crepaccio, che scendeva a picco per molti metri e sotto di esso scorreva un torrente impetuoso. L’unico modo per oltrepassare il crepaccio era passare sopra un tronco caduto, che lo attraversava da un lato all’altro. Il tronco era così sottile che nemmeno due scoiattoli sarebbero riusciti a passarci sopra insieme: quel percorso avrebbe messo i brividi agli animali più coraggiosi.

Le due capre, però, non avevano intenzione di tornare indietro. Erano così testarde che nessuna delle due aveva intenzione di far passare l’altra per prima. Passo dopo passo, si incontrarono a metà del ponte. Lì, proprio nel punto più delicato, cominciarono a colpirsi con le corna per passare. E così, caddero tutte e due nel torrente in fondo al crepaccio.

12. Al lupo! Al lupo!
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Description: In un villaggio viveva un pastorello, che ogni giorno portava le pecore a pascolare. Poiché si annoiava molto, decise di fare uno scherzo agli abitanti del villaggio.
“Al lupo! Al lupo!” cominciò a gridare. I contadini del villaggio accorsero con forconi e randelli, ma una volta nel prato non videro nessuno.
Il pastorello, rideva a crepapelle: “Era uno scherzo, e ci siete cascati tutti!”

Il giorno dopo ripeté lo scherzo: i contadini arrivarono di corsa al prato ma si accorsero che si trattava di un’altro scherzo del pastorello, che si era preso gioco di loro per la seconda volta.
Un giorno, all’improvviso, arrivò un intero branco di lupi. Il pastorello cominciò a gridare disperato: “Al lupo! Al lupo!”.
I contadini, però, pensarono che si trattasse di uno scherzo e rimasero al loro posto. Così, i lupi, fecero strage di pecore e agnelli senza che nessuno li disturbasse.

13. I vasi
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Description: Un vaso di terra cotta e un vaso di rame galleggiavano trascinati dalla corrente di un fiume.
Il vaso di terra cotta diceva a quello di metallo: "Nuota al largo, non al mio fianco, perché, anche se non ho nessuna voglia di toccarti, basta che tu mi tocchi ed io vado in frantumi."

14. Il soldato e la tromba
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Description: Un soldato, stanco di combattere e della guerra, disse agli dei che, se gli avessero fatto vincere un’ultima battaglia, avrebbe gettato nel fuoco tutte le sue armi e avrebbe iniziato una vita più tranquilla. La fortuna fu dalla sua parte: sconfisse un gran numero di nemici e il suo esercito ottenne una vittoria schiacciante.

La sera, accanto al falò, il soldato buttò tra le fiamme la spada, lo scudo, l’arco con tutte le frecce e quante altre armi possedeva. Rimase solo la tromba, con cui suonava la carica. La tromba, spaventata a morte, gli disse: “Non buttarmi nel fuoco! Io non ho mai fatto male a nessuno: non lancio dardi né trapasso le armature. Ho solo chiamato a raccolta i soldati e suonato l’inizio di ogni battaglia, non merito di morire”. Il soldato pensò a quelle parole, poi la buttò tra le fiamme dicendo: “Tu sei molto peggiore di tutte le altre armi: non puoi fare del male a nessuno, ma il tuo suono rende gli altri malvagi e, a pensarci bene, uccide più di una spada e di una freccia”

15. La mucca, la capra, la pecora e il leone
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Description: Una volta, una mucca, una capra ed una pecora decisero di mettersi in società con un leone, che era l’animale più forte del vicinato. In sua compagnia, pensarono, non avrebbero avuto che vantaggi. Insieme scavarono una fossa e prepararono una trappola: poco dopo, un cervo vi cadde dentro. Il leone, con i suoi artigli, lo fece in quattro parti.

“La prima parte è la mia; la seconda mi spetta perché sono il più forte e senza di me non sareste mai riusciti a catturare questo cervo; la terza è mia perché sono il leone, re degli animali. Infine, la quarta la prenderò io e se qualcuno osa dire qualcosa, me lo mangio in un boccone”.

16. Il calvo e la mosca
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Description: Una mosca mordicchiò la testa pelata di un calvo, e lui, tentando di schiacciarla, si diede uno schiaffone. Allora quella, deridendolo, "Per una puntura di un esserino alato hai deciso di vendicarti con la morte; che cosa farai mai a te stesso che al danno hai aggiunto lo scorno?". E quello rispose: "Con me torno facilmente in buona grazia, perché so di non avere avuto l’intenzione di colpirmi. Ma te, bestiaccia di razza spregevole, che ti diletti a bere sangue umano, vorrei uccidere a costo di procurarmi un danno anche maggiore".
Questo apologo suggerisce di perdonare chi sbaglia involontariamente. Ma chi fa del male di proposito, ritengo sia meritevole di qualsiasi genere di punizione.

17. La volpe e la maschera
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Description: Una volpe penetrò nella casa di un attore e, frugando in mezzo a tutti i suoi costumi, trovò anche una maschera da teatro artisticamente modellata. La sollevò tra le zampe ed esclamò: "Una testa magnifica! Ma cervello, niente". Ecco una favola per certi uomini belli di corpo ma poveri di spirito.

18. Indovinala, grillo!
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Description: Tre donne erano state trasformate in fiori in mezzo al campo, tuttavia una di loro poteva passare la notte a casa sua. Una volta, sul fare del giorno, quando doveva tornare dalle sue compagne nel campo per tramutarsi in fiore, ella disse al marito: "Se stamattina vieni a cogliermi, sarò libera e rimarrò sempre con te." E così avvenne. Domanda: come ha potuto riconoscerla il marito, se i fiori erano tutti uguali e senza differenze?
Risposta: "Poiché‚ aveva trascorso la notte in casa sua, e non nel campo, la rugiada non l'aveva bagnata come le altre due. Così il marito la riconobbe."

19. Il servo accorto
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Description: Felice il padrone e fortunata la casa dove c'è un servo accorto che ascolta gli ordini, ma non li segue alla lettera, e fa le cose a suo giudizio. Una volta uno di questi saggi servi fu mandato dal suo padrone a cercare una vacca che si era perduta. Restò fuori un bel pezzo e il padrone pensava: "Il mio fedele Gianni non è certo uno che scansa un lavoro." Ma poiché non tornava mai, cominciò a temere che gli fosse successo qualcosa e si mise a cercarlo. Cerca e cerca, finalmente vide il servo che correva su e giù per la campagna. "Allora, caro Gianni," disse il padrone quando lo ebbe raggiunto, "hai trovato la vacca che ti ho mandato a cercare?," il servo rispose: "No, padrone, non l'ho trovata, ma nemmeno cercata." - "Cos'hai cercato allora?" - "Qualcosa di molto meglio, ed a dire il vero, sono anche riuscito a trovarlo." - "Che cos'è, Gianni?" - "Tre merli," rispose il servo. "E dove sono?" domandò il padrone. "Uno lo vedo, l'altro lo sento, ed al terzo do la caccia!," rispose il servo accorto. Questo vi serva ad esempio, non fatevi problemi per il vostro padrone ed i suoi ordini, fate piuttosto quello che vi salta in testa o che avete voglia di fare; così agirete in maniera saggia come il nostro accorto Gianni.

20. Gli scarti
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Description: (Fratelli Grimm)
C'era una volta una fanciulla che era bella, ma pigra e trascurata. Quando doveva filare, era così seccata che se il lino aveva un piccolo nodo, ne strappava subito un mucchio e lo buttava a terra, tutto ingarbugliato. Ora ella aveva una servetta laboriosa, che raccolse il lino scartato, lo pulì, lo filò sottile, e con esso si fece fare un bel vestito. Quando quella pigrona si sposò, e si stavano per celebrare le nozze, la fanciulla laboriosa danzava allegramente nel suo bel vestito, e la sposa disse:-Guarda, guarda, la ragazzina. Con ciò che scarto s'è fatta un vestito.
Così agghindata è proprio carina, è bella a tempo, a menadito!
Lo sposo l'udì e le domandò che cosa volesse dire. Allora ella gli raccontò che la ragazza portava un vestito fatto con il lino che lei aveva scartato.
All'udirla lo sposo si accorse della sua pigrizia e della laboriosità della servetta; perciò piantò la fidanzata, andò dall'altra e la prese in moglie.

21. L'asino e le cicale
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Description: Sentendo cantare le cicale, un asino,
pieno d'invidia per quella voce melodiosa,
chiese loro che cosa mangiasero per poter emettere tali suoni.
"Rugiada", risposero quelle
E l'asino, aspettando che scendesse la rugiada, morì di fame.

22. La scelta della sposa
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Description: C'era una volta un giovane pastore che si sarebbe sposato volentieri, e conosceva tre sorelle, una più bella dell'altra, sicché‚ la scelta era difficile, ed egli non sapeva decidere a chi dare la preferenza. Allora domandò consiglio a sua madre, che disse: -Invitale tutt'e tre, offri loro del formaggio e guarda come lo tagliano-. E così fece; ma la prima inghiottì il formaggio con la crosta; la seconda tagliò via la crosta in gran furia, così di furia che vi lasciò attaccato del formaggio, e buttò via tutto insieme; la terza invece, levò la crosta per bene, n‚ troppo n‚ poco. Il pastore raccontò tutto a sua madre, che disse: -Sposa la terza-. Così egli fece, e visse con lei, felice e contento.

23. Il pipistrello e le donnole
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Description: Un pipistrello cadde a terra e subito fu azzannato da una donnola, ma mentre questa stava per ucciderlo la pregò di risparmiarlo. Lei disse che odiava tutti gli uccelli e che quindi l'avrebbe ucciso. Allora il pipistrello le spiegò che non era un uccello ma un topo, e così ebbe salva la vita.
Tempo dopo cadde di nuovo e un'altra donnola lo prese, e alle sue suppliche rispose che
odiava tutti i topi. Allora il pipistrello spiegò che non era un topo ma un uccello, e anche questa volta ebbe salva la vita.

24. Il marito e la moglie bisbetica
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Description: Un tale aveva una moglie bisbetica all'eccesso con tutti quelli di casa. Gli venne voglia di sapere se essa si comportava così anche nella famiglia del proprio padre, e trovò un pretesto plausibile per mandarla da lui. Al suo ritorno, dopo pochi giorni, le chiese come l'avevano accolta quelli di casa sua. «C'erano i bovari e i pecorai», rispose lei, «che non mi potevano vedere». E il marito, allora: «O moglie mia, se sei riuscita a farti odiare da quelli che escono all'alba per portar fuori il bestiame e non rientrano che la sera, che cosa mai ci si può aspettare da quelli con cui passavi l'intera giornata!».

25. Il malato e il medico
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Description: Un medico chiese al suo ammalato come stava e quello gli rispose che aveva sudato in modo anormale. “Molto bene”, disse il medico. Tornò una seconda volta a chiedergli come stava, e quello rispose che era stato colto da un brivido che l’aveva scosso da capo a piedi. “Molto bene anche questo”, disse il medico. Quando andò a fargli la terza visita e gli chiese della sua malattia, l’ammalato gli annunziò che aveva avuto un attacco di diarrea. “Bene, bene anche questo”, dichiarò il medico, e se ne andò. Così, quando uno dei suoi parenti venne a trovarlo e gli chiese come andava, l’ammalato rispose: “A forza di andar bene, sto morendo”.

26. Tra il dire e il fare
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Description: Un giorno i topi si riunirono a congresso per escogitare il modo di sfuggire all'orribile gatto che abitava nel loro stesso appartamento.
Ad un tratto un giovane topolino esclamò: - Vi dirò io che cosa dobbiamo fare...una cosa semplice: attaccare un campanello alla coda del gatto. Quando si muoverà, il campanello suonerà e noi sapremo dov'è la bestiaccia. -
I topi si misero a strillare saltellando di gioia finchè un vecchio topone domandò: - E chi andrà ad attaccare il campanello? -
Tutti tacquero. Nessuno dei topi era disposto a tentare l'impresa.
Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.

27. Il leone e il cinghiale
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Description: D'estate, quando il calore provoca la sete, un leone e un cinghiale andarono a bere a una piccola fonte, e cominciarono a litigare su chi dei due dovesse dissetarsi per primo. La lite si inasprì fino a trasformarsi in duello mortale. Ma ecco che, mentre si volgevano un momento per riprendere fiato, scorsero degli avvoltoi che stavano lì ad aspettare il primo che sarebbe caduto, per mangiarselo. A tal vista, ponendo fine al duello, dichiararono:
"Meglio diventare amici che diventar pascolo di avvoltoi e di corvi."

28. Le api
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Description: Un apicoltore dovette assentarsi per un’impegno e, mentre era lontano, un ladro si intrufolò tra le sue arnie; il farabutto portò via tutto il miele e i favi. Quando l’apicoltore tornò a casa, corse ad esaminare le arnie ma le api, scambiandolo per il ladro, si avventarono su di lui con i loro pungiglioni.
“Ingrate!” tuonò contro di loro l’apicoltore “Il ladro l’avete lasciato scappare indisturbato e a me, che da anni mi curo di voi, riservate questo trattamento”.

29. La cicala e formica
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Description: In una calda estate, un’allegra cicala cantava sul ramo di un
albero, mentre sotto di lei una lunga fila di formiche faticava per
trasportare chicchi di grano.
Fra una pausa e l’altra del canto, la cicala si rivolge alle
formiche: “Ma perché lavorate tanto, venite qui all’ombra a
ripararvi dal sole, potremo cantare insieme!”
Ma le formiche, instancabili, senza fermarsi continuavano il loro
lavoro…
“Non possiamo! Dobbiamo preparare le provviste per l’inverno!
Quando verrà il freddo e la neve coprirà la terra, non troveremo
più niente da mangiare e solo se avremo le dispense piene
potremo sopravvivere!”
“L’estate è ancora lunga e c’è tempo per fare provviste prima che
arrivi l’inverno!
Io preferisco cantare! Con questo sole e questo caldo è
impossibile lavorare!”
Per tutta l’estate la cicala continuò a cantare e le formiche a
lavorare.
Ma i giorni passavano veloci, poi le settimane e i mesi. Arrivò
l’autunno e gli alberi cominciarono a perdere le foglie e la cicala
scese dall’albero ormai spoglio. Anche l’erba diventava sempre
più gialla e rada. Una mattina la cicala si svegliò tutta
infreddolita, mentre i campi erano coperti dalla prima brina.
Il gelo bruciò il verde delle ultime foglie: era arrivato l’inverno.
La cicala cominciò a vagare cibandosi di qualche gambo
rinsecchito che spuntava ancora dal terreno duro e gelato.
Venne la neve e la cicala non trovò più niente da mangiare:
affamata e tremante di freddo, pensava con rimpianto al caldo e
ai canti dell’estate.
Una sera vide una lucina lontana e si avvicinò affondando nella
neve: “Aprite! Aprite, per favore! Sto morendo di fame! Datemi
qualcosa da mangiare!” La finestra si aprì e la formica si
affacciò: “Chi è? Chi è che bussa?”
“Sono io, la cicala! Ho fame, freddo e sono senza casa!”
“La cicala?! Ah! Mi ricordo di te! Cosa hai fatto durante l’estate,
mentre noi faticavamo per prepararci all’inverno?”
“Io? Cantavo e riempivo del mio canto cielo e terra!”
“Hai cantato?” replicò la formica, “Adesso balla!”

30. Il lupo e l'agnello
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Description: Un lupo vide un agnello presso un torrente che beveva, e gli venne voglia di mangiarselo con qualche pretesto. Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo di insudiciare l’acqua, così che egli non poteva bere. L’agnello gli fece notare che, per bere, sfiorava appena l’acqua con il muso e che, d’altra parte, stando a valle, non gli era possibile intorbidare la corrente a monte. Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse: "Ma tu sei quello che l’anno scorso ha insultato mio padre". E l’agnello a spiegargli che a quella data egli non era ancora venuto al mondo. "Bene", concluse il lupo, "se tu sei così bravo a trovar delle scuse, io non posso mica rinunciare a mangiarti".

31. La lepre e la tartaruga
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Description: La lepre un giorno si vantava con gli altri animali: - Nessuno può battermi in velocità - diceva. - Sfido chiunque a correre come me.
La tartaruga, con la sua solita calma, disse: - Accetto la sfida.
- Questa è buona! - esclamò la lepre; e scoppiò a ridere.
- Non vantarti prima di aver vinto replicò la tartaruga. - Vuoi fare questa gara?
Così fu stabilito un percorso e dato il via.
La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò, e per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga si sdraiò a fare un sonnellino.
La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro, e quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo.
Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara.
La tartaruga sorridendo disse: "Non serve correre, bisogna partire in tempo."

32. La volpe e l'uva
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Description: Una volpe affamata, come vide dei grappoli d'uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi.»
Così anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze.

Morale della favola: è troppo facile denigrare quello che non sei ancora ruscito a raggiungere. Lavora sodo e impegnati per raggiungere i tuoi obiettivi.

33. Il sole e il vento
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Description: Un giorno il vento e il sole cominciarono a litigare.
Il vento sosteneva di essere il più forte e a sua volta il sole diceva di essere la forza più grande della terra.
Alla fine decisero di fare una prova.
Videro un viandante che stava camminando lungo un sentiero e decisero che il più forte di loro sarebbe stato colui che sarebbe riuscito a togliergli i vestiti .
Il vento, così, si mise all'opera : cominciò a soffiare ,e soffiare , ma il risultato fu che il viandante si avvolgeva sempre più nel mantello.
Il vento allora soffiò con più forza , e l'uomo chinando la testa si avvolse un sciarpa intorno al collo.
Fu quindi la volta del sole, che cacciando via le nubi, cominciò a splendere tiepidamente.
L'uomo che era arrivato nelle prossimità di un ponte , cominciò pian piano a togliersi il mantello.
Il sole molto soddisfatto intensificò il calore dei suoi raggi , fino a farli diventare incandescenti.
L'uomo rosso per il gran caldo, guardò le acque del fiume e senza esitare si tuffò .
Il sole alto nel cielo rideva e rideva!!
Il vento deluso e vinto si nascose in un luogo lontano.

34. Le due bisacce
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Description: Ciascun uomo porta due bisacce, una davanti, l'altra dietro, e ciascuna delle due è piena di difetti, ma quella davanti è piena dei difetti altrui, quella dietro dei difetti dello stesso che la porta.
E per questo gli uomini non vedono i difetti che vengono da loro stessi, mentre vedono assai perfettamente quelli altrui.

Morale della favola: troppo facile guardare solo i difetti altrui. Cerca di trovare il buono negli altri piuttosto e, ogni tanto, fai un po' di autocritica.

35. La volpe e la cicogna
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Description: Un giorno la volpe invitò a pranzo la cicogna e servì del buon brodo dentro un piatto molto largo e basso che la cicogna non riusciva a bere a causa del suo becco. A sua volta cicogna invitò la volpe preparò un pasto succulento che servì dentro una damigiana con l'apertura assai stretta;
la cicogna mangiava avidamente grazie al suo becco ma la volpe non poté assaggiarne neanche un poco. Alla fine la cicogna ammonì: "L'esempio l'hai dato tu, sopportane le conseguenze."
Morale della Favola: non pensare solo a te, immedesimati negli altri. Quello che dai, ricevi.

36. La rana e lo scorpione
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Description: Lo scorpione doveva attraversare il fiume; così non sapendo nuotare, chiese aiuto alla rana: - "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda"- La rana rispose: - "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!" -"Per quale motivo dovrei farlo?" - incalzò lo scorpione - "Se ti pungo tu muori e io annego!"- La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà del tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto.
-"Perché sono uno scorpione…" - rispose lui “è la mia natura!”.
Morale della favola: a volte, ineluttabilmente, la propria natura prevale.

37. Il cammmello e la scimmia
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Description: Quello era un giorno particolarmente importante. Infatti, dalla foresta era partito un invito rivolto ai delegati di ogni specie animale che avrebbero dovuto riunirsi in una assemblea durante la quale si sarebbe discusso di un argomento molto serio. Non mancò proprio nessuno. Il primo a prendere la parola fu il leone, indiscusso Re degli animali. Nel rispettoso silenzio generale egli disse: "Carissimi sudditi, ci siamo riuniti oggi allo scopo di stabilire una pace duratura tra noi, eliminando ogni diverbio e ogni invidia per riuscire così ad affrontare insieme gli eventuali pericoli provocati dall'uomo alla natura". Il discorso continuò a lungo, sottolineato da applausi di assenso. Erano dunque tutti d'accordo: era necessario unirsi per superare qualsiasi problema.

Al termine dell'assemblea, ogni animale prese parte al grande pranzo organizzato per l'occasione. Ci fu cibo in abbondanza e bevande a volontà. Quando tutti furono sazi e soddisfatti qualcuno chiese alla scimmia, notoriamente allegra e vivace, di allietare la cerimonia con qualche spettacolo divertente. Questa, senza farsi pregare, salì sulla pedana e con agilità e simpatia diede inizio ad un numero spassosissimo ricco di salti acrobatici, capriole e danze. Estasiati gli spettatori applaudirono come non mai, divertiti dall'abilità di quell'insolito comico.

L'unico che rimase in silenzio fu il cammello che, geloso del successo ottenuto dalla scimmia, decise di esibirsi anch'egli sul palco attirando l'attenzione su di sé. Questo buffo animale diede il via ad un balletto goffo e sgraziato. Egli non era affatto agile ne' divertente. Tra i fischi generali fu così costretto a ritirarsi nascondendosi in un angolo dove ripensò ai buoni propositi di cui si era discusso durante l'assemblea: certo, per restare tutti uniti ed amici egli doveva cominciare ad ingoiare un po' della propria invidia.

[Morale della favola] L'invidia, unita alla mancanza di consapevolezza, spesso ci conduce verso imprese di cui non siamo all'altezza.

38. Il toro e la zanzara
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Description: In una giornata soleggiata, una zanzara stava svolazzando su un campo di fieno. Ad un certo punto, andò a posarsi sopra le corna di un bue, per riposarsi un poco. Dopo aver ripreso le forze, spiegò le ali per volare via; prima, però, volle scusarsi con il toro per aver utilizzato le sue corna in quel modo.
“Adesso potrai esser felice: me ne sto andando” disse la zanzara al bue.
“Per me è lo stesso,” rispose il toro “non mi ero neanche accorto che tu fossi qui!”

[Morale della favola]: Spesso ci riteniamo molto più importanti di come ci vedono gli altri. E più siamo piccoli, più ci crediamo grandi.

39. il cane e la conchiglia
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Description: Un cane, abituato a ingollarsi delle uova, vide una conchiglia; convinto che fosse un uovo, spalancò la bocca e con un violento sforzo riuscì a mandarla giù. Quando poi sentì il peso e i dolori di stomaco: “Ben mi sta”, disse “perché m’ero messo in testa che tutte le cose fossero uova”.
Morale della favola: chi affronta un’impresa senza riflettere può impensatamente trovarsi impigliato fra strani fastidi.

40. L'usignolo e lo sparviero
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Description: Posato su un’alta quercia, un usignuolo, secondo il suo solito, cantava. Lo scorse uno sparviero a corto di cibo, gli piombò addosso e se lo portò via. Mentre stava per ucciderlo, l’usignuolo lo pregava di lasciarlo andare, dicendo che esso non bastava a riempire lo stomaco di uno sparviero: doveva rivolgersi a qualche uccello più grosso, se aveva bisogno di mangiare. Ma l’altro lo interruppe, dicendo: "Bello sciocco sarei, se lasciassi andare il pasto che ho qui pronto tra le mani, per correr dietro a quello che non si vede ancora! "
Morale della favola: Non pensare e ambire solo a quello che non hai ancora. Accontentati e gioisci per quello che hai qui e ora.

41. Il leone e il topo
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Description: Mentre un leone sonnecchiava nel bosco, topi di campagna facevano baldoria. Uno di loro, un po' sbadato, nel correre si buttò su quel corpo sdraiato. Povero disgraziato! Il leone con una rapida zampata lo afferrò deciso a sbranarlo. Il topolino supplicò clemenza e promise, in cambio della libertà, eterna riconoscenza. Il re della foresta scoppiò a ridere e lo risparmiò.
Una sera, poco tempo dopo, il leone, attraversando la foresta, cadde in una rete tesa dai cacciatori, si impigliò nelle maglie e rimase prigioniero. Il topolino udì i suoi ruggiti di lamento e accorse in suo aiuto. Senza perdere tempo, con i suoi dentini aguzzi si mise a rosicchiare la corda.
Dopo averlo liberato gli disse: - Ecco! Tempo fa hai riso di me perché credevi di non poter ricevere la ricompensa del bene che mi hai fatto. Ora sai che anche un piccolo topolino può essere d'aiuto ad un grande leone! (Esopo)
Morale della favola: Non essere presentuoso, sii pronto ad impare da tutti perché anche il più piccolo può aiutare il più grande.

42. La rana e il bue
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Description: In un prato una rana notò il bue e, presa da invidia per una mole così grande, gonfiò la pelle rugosa, poi chiese ai suoi piccoli se fosse più grossa del bue. Quelli dissero di no. Di nuovo tese la cute con sforzo anche maggiore e in modo analogo chiese chi fosse più grande. Quelli dissero il bove. Alla fine, inviperita, volle gonfiarsi con più gagliardia: ebbene, rimase a terra con il corpo scoppiato.

43. Favole della buonanotte per manager
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Description: Dai conduttori di Buzzword https://www.spreaker.com/show/buzzword il podcast che dà voce a tutti i contenuti, Favole della Buonanotte per manager, la morale delle favole classiche reinterpretata in ottica business.
Il podcast della buonanotte da ascoltare rigorosamente prima di andare di dormire. $ogni d'oro.